22/07/2022
Ultimo giorno per partecipare alla consultazione europea sulla legislazione per le piante prodotte con le nuove tecniche genomiche (NGT). La Commissione Europea sta raccogliendo i pareri di cittadini e portatori d’interesse sul funzionamento dell’attuale legislazione sugli OGM e sulle possibili opzioni per un nuovo quadro. Il Biodistretto del Chianti ha partecipato per esprimere forte preoccupazione e contrarietà ad un’iniziativa che tende a deregolamentare la produzione di piante NGT ed invita tutti a dare il proprio contributo. La semplificazione del sistema autorizzativo delle NGT è una minaccia per l’agricoltura biologica e contadina e favorisce l’agroindustria cercando di rispondere alle criticità attuali con modelli obsoleti di sviluppo e non sostenibili.
Link alla consultazione: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13119-Legislazione-per-le-piante-prodotte-con-alcune-nuove-tecniche-genomiche/public-consultation_it
Il contributo del Biodistretto del Chianti:
“La direttiva 2001/18 e la sentenza del 2018 della Corte di Giustizia europea dispongono che gli organismi ottenuti con tecniche o metodi di mutagenesi, comprese le NGT, sono OGM e rientrano in questa normativa di riferimento. Il Biodistretto del Chianti, quale portavoce di agricoltori, cittadini e amministrazioni impegnati nella diffusione del biologico come modello di sviluppo locale, esprime forte disaccordo alla deregolamentazione della produzione di piante tramite nuove tecniche genomiche (NGT). Infatti, la revisione e la semplificazione del sistema di valutazione del rischio mette in pericolo la possibilità di crescita dell’agricoltura biologica a livello europeo, andando contro gli obiettivi del Green Deal e delle strategie Farm to Fork e per la biodiversità. L’UE dovrebbe saper cogliere le opportunità nelle sfide che si stanno mostrando, al cambiamento climatico, alla perdita di biodiversità e all’instabilità sociale ed economica, si deve rispondere positivamente abbracciando una visione innovativa ed olistica del sistema agroalimentare. Semplificare il sistema di autorizzazione, etichettatura e tracciabilità delle NGT significa continuare a favorire l’industria agroalimentare e sementiera, a scapito dell’agricoltura contadina che può garantire meglio resilienza, sicurezza alimentare, rispetto dell’ambiente e equità sociale (FAO 2019). Per esprimere la nostra preoccupazione e fornire una prospettiva sugli effetti distorti della deregolamentazione delle NGT nella viticoltura biologica di qualità, proponiamo un esempio specifico per il territorio. L’effetto dell’introduzione di vitigni NGT resistenti alle principali malattie fungine avrebbe l’effetto di diminuire la biodiversità incentivando l’impianto di vigneti con bassa variabilità genetica, quando la “resistenza” di queste varietà nel tempo poi è tutta da dimostrare: l’esperienza e l’agroecologia indicano che ci sarebbe un rischio importante di sviluppo nel tempo di patogeni resistenti. Questo danneggerebbe tutti i viticoltori a lungo termine a fronte di un vantaggio limitato e tutto da dimostrare. Inoltre, permetterne l’uso nelle denominazioni di origine sarebbe uno stravolgimento di uno dei valori aggiunti fondamentali delle denominazioni e dell’agricoltura biologica, cioè la territorialità. Il patrimonio di variabilità genetica e clonale è da preservare e valorizzare, e vanno evitate scorciatoie che indebolirebbero ulteriormente le aziende di piccola e media dimensione. Il Biodistretto del Chianti chiede quindi il rispetto del principio di precauzione per una sperimentazione e innovazione sana, che guardi al di là del profitto immediato e che sappia rispondere alle criticità attuali in modo sinergico senza riproporre modelli obsoleti di sviluppo del settore agricolo, l’unico che può avere un ruolo chiave nella svolta green dell’UE.”